martedì, aprile 29, 2008
Un giorno perfetto (Lei da dove viene?)
"C'è qualcuno che viene da più a sud di Salerno?"
Rimbalzano sguardi affilati - coltelli impazziti - l'Oracolo ha parlato. La frase rieccheggia ovunque, la gente rimane letteralmente pietrificata, segretarie fighette, editor rampanti, persino i muri si fanno rimbombanti portavoce della stessa domanda, e per un attimo il panico invade anche me e mollerei la mia nordica ma per altro ineccepibile vita pur di poter rispondere "Io! Io! Eccomi qui! Vengo Da Più A Sud Di Salerno!"
Immagino il silenzio dello stupore, gli sguardi appannati di incredulità, poi quel sentimento di gioia incontrollabile che sale, evviva, le scene di giubilo, i canti e i balli, le fanfare e le orgie, l'Oracolo è stato soddisfatto, ora potrà finalmente dissetarsi con le mie storie. Lo immagino venire verso di me placando al suo passaggio la folla ancora in festa, con lo sguardo di un padre che ha finalmente ritrovato la figlia del suo passato, la speranza del suo futuro, lo immagino stringere la mia mano con entrambe le sue, abbracciarmi, sciogliersi finalmente in quel pianto che troppo si era fatto attendere. Poi riavutosi dall'emozione, vinta la commozione e suddito solo della sua curiosità mai paga di storie, accovacciarsi a terra come in un sit-in, e dirmi: "Ti ascolto".
Invece niente, non c'è speranza, tutti del nord, chissà come mai? sarà mica per via dei centoventieuri più viaggio e alloggio? si fa largo un silenzio deluso e depresso, tutti ricominciano a ciondolare senza meta, covando ancora qualche meditabonda speranza. In fondo, sono solo le undiciequarantatre.